Scetticismo e Paranormale, di Roberto Malini

La presentazione del C.S.G.R., il Centro Studi sulla ³fenomenologia² di Gustavo Rol, con il primo sito critico dedicato al celebre sensitivo, che contiene gli studi e le idee dello scettico Mariano Tomatis mi spinge ad alcune riflessioni: ³Il lavoro di Tomatis è per certi versi fondamentale. Temo tuttavia che sia difficile pensare di studiare il paranormale in condizioni di "controllo". La lunga era inquisitoriale, i pregiudizi religiosi e laici, la discriminazione verso chiunque sia Odiverso¹ inducono coloro che posseggono vere facoltà a non apparire. Penso che l'inconscio stesso del "popolo paranormale" si sia modificato, dopo un periodo di persecuzione tanto lungo e che in esso siano sorti meccanismi di autodifesa. Come il claustrofobo evita i luoghi chiusi, la "gens magica" evita per istinto, non per scelta, di esporsi troppo. Alcune facoltà, in una situazione di esame, non si attiverebbero neppure, a mio avviso. E' come una forma di pudore o una (giustificata) fobia. "Non riesco a parlare dei miei sentimenti..." quante persone si riconoscono in questa frase? Lo stesso avviene per chi possiede certe doti: non riesce a parlarne, non vuole che siano al centro dell'attenzione, non può esprimerle se non nel proprio ambiente protetto. Se pensiamo alle viciissitudini che passano i testimoni di avvistamenti Ufo, capiremo facilmente perché la natura abbia indotto in una categoria di esseri umani un simile sistema di autodifesa. In conclusione, ritengo che chi decida di studiare con serenità il paranormale, debba andarne in cerca e non attendere che bussi alla porta di casa propria. Ho scritto più volte e in sedi diverse che ritengo utile alla ricerca il lavoro critico del CICAP e tuttavia un Massimo Polidoro, che ha scelto di tenere un atteggiamento ironico e divertito versoi fenomeni non convenzionali metterebbe la persona sotto esame (già temuta, discriminata e vessata da quella parte della società che si mostra ostile verso ciò che non conosce) in uno stato di stress insopportabile. Se lo scetticismo, nella sua realtà attuale, potesse davvero analizzare le persone dotate di facoltà paranormali, le metterebbe non troppo metaforicamente in croce, divenendo in una triste rappresentazione psicodrammatica il loro carnefice².

Roberto Malini

³Non posso esprimermi su Rol, non avendone constatato di persona le doti e non avendo finora incontrato testimoni attendibili che confermassero le sue facoltà. Quello che intendevo esprimere è che la sola possibilità di controllo di questo tipo di fenomeni si verifica quando il ricercatore scettico si trovi sul posto dell'evento, "per caso". Io ho assistito a fenomeni indubbiamente paranormali "per caso" pur essendo obiettivo e in rado di analizzare correttamente quanto avviene davanti ai miei occhi. Qualcuno potrebbe eccepire: "Gli strumenti scettici sono migliori dei tuoi". Ma conosco perfettamente l'indagine scettica e ne adotto il rigore. La differenza è nello sguardo diretto alla "persona". Rol faceva benissimo ad evitare le commissioni scientifiche. Del resto lo stesso Tomatis scrive "fenomenologie" tra virgolette e questo è segnale di un'idea preconcetta, di cui sarà comunque difficile possa liberarsi. Ribadisco che lo scetticismo, le trasmissioni di Angela, persino i sorrisetti di Polidoro sono utili alla ricerca, perché si pongono come ostacoli al diffondersi di favole e dicerie. Tuttavia penso che la linea di pensiero scettica sia (nel suo complesso, non relativamente ai singoli studiosi) attualmente inadeguata a indagare personalmente alcuni soggetti, perché incapace di rispettarli completamente. E' qualcosa di involontario, ma è un dato di fatto. Polidoro mi sembra una persona di valore anche umano eppure incorre nello stesso errore di irridere coloro che scettici non sono. Immagina un testimone di avvistamento Ufo (meno "a rischio" di chi si suppone abbia poteri paranormali) in mano ai soli scettici, a che grado di ridicolo sarebbe sottoposto! D'altra parte, vi sono ufologi che amplificherebero il suo caso per portare acqua al mulino del fideismo. Nel mezzo, la virtù². R.M.

Interventi apparsi nella mailing list Chucara 2000 il 10 agosto 2002.