IL FENOMENO DELLA PREVEGGENZA

di Diego Franchino

La sensitiva Cristina L. descrive le sue facoltà rispondendo ad alcuni quesiti

Cristina L.possiede indubbiamente una sensibilità diversa e accentuata, rispetto alla media dell'umanità e tale sua dote le consente di percepire eventi dislocati in avanti rispetto alla contemporaneità. La percezione è un'azione consapevole, a differenza della sensazione, che è invece un processo passivo e inconsapevole. Grazie alla disponibilità di Cristina, che ringrazio infinitamente, mi auguro di offrire un piccolo contributo allo studio di un fenomeno ancora poco noto e spesso trattato dai ricercatori con una certa incredulità, se non prevenzione. Ciao Cristina e grazie di avermi consentito di intervistarti. Sei libera di rispondere alle mie domande o di ignorare quelle che ritieni inadeguate.

Domanda: Qual è oggi la tua concezione di tempo e spazio?

Risposta: Il tempo è una strada che possiamo percorrere in un solo senso, con calma e senza correre. Credo però che la nostra anima sia in gradodi tornare sui passi fatti dal nostro corpo o di fare certe volte una specie di salto in avanti. Comunque è una strada lunghissima, con rettilinei e curve, salite e discese.

D: E' possibile supporre secondo te che la realtà sia una differita di cio' che e' gia' stato?

R: Non so se ho capito la tua domanda. Credo che la realta' sia tutto quello che abbiamo, concentrato nell'attimo che stiamo vivendo. Però esiste anche la realtà passata ed esiste anche la realtà futura, che sono più grandi del presente.

D: Puoi descriverci i momenti che precedono e seguono una tua visione?

R: Prima di una visione devo essere rilassata. Ci sono immagini e parole confuse che devono andarsene dalla mente. Quando la mente è vuota, arrivano le visioni. La preveggenza finisce quando sono stanca e allora tornano le immagini e le parole confuse. In quel momento devo smettere o vedo cose false.

D: Accanto alle visioni, hai mai avuto la presenza di una o piu' entita?

R: Sì. Gli spiriti disturbano la preveggenza, ma non lo fanno apposta. Anche loro vivono il presente, ma vengono da un posto diverso, un posto che è dappertutto, anche se non lo si vede.

D: Se sì, hai mai parlato con loro?

R: Ho delle voci dentro di me e sento delle voci fuori di me.Ogni tanto vedo le ombre. Ma non c'entrano niente con la preveggenza del futuro.

D: Le tue capacita' che ho potuto riscontrare anche in altre persone ( tutte donne x adesso ) hanno mai interferito con l'esito di una visione? Se sì con quale effetto?

R: Non credo di avere particolari capacità. Quando sono rilassata, la mia vista e il mio udito si spingono avanti o indietro sulla strada del tempo. A volte vedo le cose in modo chiaro, mentre altre volte c'è una specie di filtro che rende tutto enigmatico.

D: Hai mai avuto premonizioni esatte durante il sonno o il sogno?

R: Sì, ho fatto molti sogni premonitori.

D: Qual e' il tuo "senso della vita" ora?

R: Il bene. Stare dalla parte del bene.Non è facile, perché l'uomo confonde spesso il male con il bene.

D: Riesci a ricordare cosa successe prima che tu iniziassi a sviluppare questa tua capacità, un evento tragico, uno shock o altro?

R: Ho iniziato a sviluppare la preveggenza con la pubertà.

D: Quanto avanti nel tempo si e' spinta una tua visione?

R:Sono immagini che rifiuto. Nuove guerre, nuovi orrori. Le mie visioni si riferiscono a epoche spaventose e a un'umanità sempre più cattiva.

D: Puoi vedere ovunque oppure hai dei luoghi precisi in cui le tue capacita' si manifestano.

R: Ovunque, ma preferisco essere a casa mia.

D: Ti e' mai capitata una visione "non terrestre".

R: No, non credo.

D: Credi che la tua sia una capacita' sopita in ognuno di noi?

R: Credo di sì, ma è più facile svilupparla per le persone molto sensibili.

D: Hai mai vissuto invece la diretta di un evento, ma a molti km di distanza?

R: Mi basta svuotare la mente e percepisco tanti eventi, vicini e lontani. Ma non lo faccio mai. La prevegenza mi raggiunge da sola, quandosono rilassata e certe volte mi aiuta a non fare errori e a consigliare le persone care.

Le risposte che ci ha dato la gentilissima Cristina L., che ringrazio ancora per la disponibilità, aprono un ventaglio di tematiche che non credo possano essere affrontate ed esaurite in questo articolo. Quello che mi preme -e che ho accennato nei primi due articoli apparsi su questi bei siti- è di cercare una risposta agli accadimenti che ci circondano e non solo discorrerne, per sondare i perché della nostra esistenza. Alla fine, non è questo l'obiettivo che si prefiggono le scienze umane? Cristina evidenzia in una sua risposta come con il rilassamento e cioè con l'abbandono dei nostri sensi principali riesca a connettersi con un senso superiore, in grado di percepire il tempo e lo spazio nella sua totalità, staccandosi dalle catene della vista e dell'udito, che nostro malgrado ci danno le coordinate per muoverci in in questo presente. Se dovessi spiegare questo concetto a un ragazzo, gli direi che funziona come un videogioco, nel quale esistono comandi nascosti, sconosciuti ai più, che rendono visibili soluzioni all'apparenza impossibili.

Anche nella nostra realta' qualcosa di imponderabile, ma presente, ci pervade.
Due sono i punti che per adesso vorrei sviluppare tanto per rimanere in tema con quanto scritto precedentemente e che si riferiscono alle risposte 4 e 5.

Cristina L. come la signora A.M. che conosco personalmente, ma che vuole rimanere fuori da ogni contatto, afferma e comprova la presenza di entità, di spiriti che esistono in un'altra dimensione, di voci che ci circondano, ma la cui sorgente e' ignota.

Mentre con Cristina queste presenze fungono da disturbo, per A.M. sono un vero medium per ciò che si puo' sapere o meno: esse comunque "vivono" nella stessa dimensione ove lo spazio ed il tempo sono relativi.

Ora, come un paio di occhiali ci aiuta a vedere bene, la consapevolezza di poterci migliorare ci impone di continuare la ricerca e verificare questo postulato (mi si consenta di definirlo così).
Come scettico in primis e cioè come osservatore, ho bisogno che ci si spinga più in là, che si descrivano con più dettagli i personaggi (reali o archetipici) che attivamente o passivamente presenziano ad ogni visione, che si cerchi il contatto con loro per scoprire se anch'essi a volte vengano a trovarci.

Mi appello quindi alla gentilezza di Cristina L. e di quanti vivono la sua fortunata condizione, per continuare questi esperimenti e per fornire a tutti gli studiosi -e magari un domani a tutti gli uomini- nuove conferme.