Alla ricerca d'ossa senza pace, di Federico Dezi e Roberto Malini

Il caso F., un uomo dotato di facoltà medianiche che, in base a un’antica leggenda, si mette alla ricerca del corpo di una castellana toscana assassinata nel XIII secolo.

Di Roberto Malini e Federico Dezi

Un utente ci segnala un caso che subito ci appassiona e che quindi seguiamo con entusiasmo. Verità o fantasia? Non importa. E’ una storia che sembra uscita dai Racconti del Mistero di Edgar Allan Poe. Ci affascina e lo proponiamo ai nostri amici così come ne siamo venuti a conoscenza. Omettiamo il nome dell’utente in rispetto della sua privacy; lo chiameremo con l’iniziale F. Il signor F. è convinto di essere in contatto con esseri intelligenti e spiritualmente evoluti, che si trovano in un’altra dimensione, fin da quando aveva 8 anni. Ora ne ha 32. Le entità incorporeee che comunicano con F. non sempre dicono il vero; a volte mentono per impercrutabili motivi. Solo Teo, che l’utente considera il suo "spirito guida" afferma sempre la verità. Teo comunicò un giorno a F. di essere stato, in vita, un soldato tedesco, brutalmente ucciso nella Seconda Guerra Mondiale e poi gettato in un pozzo. F. dice: " Grazie a Teo sono riuscito a capire cosa c’è dopo la morte". F. abita in un paese di antiche origini, nel quale è presente un castello medioevale, probabilmente edificato intorno al 1200 d.C. in età comunale. E’ il castello di (omissis) in Toscana, di cui la tradizione riporta alcune misteriose leggende. Si narra che in un tempo lontano avvenne una tragedia all’interno di quel castello. In preda a un raptus di follia, forse per gelosia, il signore del maniero uccise barbaramente la sua consorte e la seppellì con i suoi gioielli e oggetti personali in una delle nove torri. F. sentì narrare questa storia oscura fin dalla prima infanzia, in un periodo in cui le nonne si affidavano a tale tipo di favole per indurre i bambini ad andare a letto e non aggirarsi più per casa. Il fanciullo, però, credette a quella storia e decise di cercare il tesoro sepolto insieme ai resti della sfortunata castellana. Crescendo, F. non dimenticherà la leggenda né il proposito di ritrovare le ossa della sciagurata protagonista della leggenda locale. Attratto dalle scienze occulte, l’utente partecipò a numerose sedute spiritiche, nel corso di una delle quali chiese al medium posseduto da uno spirito se vi fosse qualcosa di vero in quella storia. "Sì," rispose il medium con una voce che sembrava venire dall’oltretomba, "il corpo senza pace della donna giace ancora lì, dove il crudele sposo lo coperse di terra". L’entità che si era messa in contatto con F. si sarebbbe manifestata ancora, nel corso di altre sedute, di sogni e di visioni. Una sera F. chiese a quello spirito che si mostrava così amichevole nei suoi confronti: "Dove riposa la castellana assassinata dal suo consorte?". "E’ molto vicino a te," rispose il fantasma, "proprio a casa tua". F. non rimase sconvolto da quella rivelazione, visto che àbita in un appartamento costruito dai suoi nonni all’interno di una delle nove torri del castello. "Pur credendo che le parole dell’entità corrispondessero al vero," racconta F., "non intrapresi la ricerca del corpo della castellana se non dopo qualche tempo. Sapevo che avrei dovuto scavare, ma cercavo di capire, interrogando Teo (è il nome dello spirito che mi aveva risposto la prima volta), esattamente dove. Dopo alcuni anni la mia capacità di comprendere il linguaggio dei trapassati si affinò e finalmente compresi che avrei dovuto scavare in un sotterraneo, ora adibito a cantina". F. sollevò le pietre e raggiunse la terra nera, che cominciò a scavare instancabilmente. "Scavai una fossa profonda un metro, ma non trovai nulla. ‘Scava ancora!’ sembrava dirmi Teo. Così affondai ancora la pala nella terra e ancora e ancora. Raggiunsi i due metri di profondità. Forse mi sarei arreso, se la voce di Teo non avese continuato a martellarmi nella mente: ‘Scava ancora!’. Avevo appena distrutto un pavimento antico e se qualcuno mi avesse visto lì, con la vanga in mano e gli occhi intenti a scrutare febbrilmente il fondo della fossa, be’ vi lascio immaginare cosa avrebbe pensato!". Alla profondità di circa due metri e mezzo F. sapeva di dover smettere di scavare. Tastò con le mani la terra, finché trovò alcuni oggetti: le ossa di una donna, sepolte lì da centinaia d’anni. Nonostante le ossa siano andate presto in polvere, esse furono viste da esperti e definite "antichissime". Stiamo attendendo gli esiti dell’esame, presso un laboratorio specializzato, di un dente conservatosi meglio. Non appena riceveremo il referto, lo pubblicheremo in questo stesso sito.