"Orgasmo
del cuore" non è solo una raccolta di poesie,
ma un vero e proprio romanzo che racconta di una storia
reale, quella di Andrea Lunardi, autore del libro, ragazzo
dalla straordinaria sensibilità. Andrea, da anni,
lotta contro una forza oscura, la distrofia muscolare,
che lo costringe sulla sedia a rotelle. Questo, comunque,
non lo ha sconfitto: continua a vivere per l'arte, sfidando
la natura e la sorte ingiusta, affrontando la vita con
determinazione e coraggio.
Ogni poesia è un episodio di vita, una riflessione,
un insegnamento. Il tutto risulta estremamente originale
dal punto di vista espressivo: in "Orgasmo del Cuore",
poesia che ha dato il titolo all'intera raccolta, l'autore,
per riprodurre il battito cardiaco, adotta un "Boom,
Boom, Boom" assolutamente moderno ed imprevedibile.
In "Ombra Perdente", ancora, deride la propria
malattia, che non riesce ad annientarlo spiritualmente
in nessun modo (la "forza oscura" di cui sopra),
con un "He, he, he", una risata che sa di vittoria
e superiorità. E, infine, in "Alterato"
conclude con un "Yes, yes, yes!"
E' chiaro che gli scritti di Lunardi nascano da un'attenta
riflessione e da una mole impressionante di sofferenza
(lo sottolinea, in particolare, nella poesia "Artisti
dell'Anima", dove concepisce il dolore come antidoto
della creatività). Come, del resto, successe per
altri grandi autori della letteratura italiana come Giacomo
Leopardi. Umanamente parlando, infatti, trovo che il poeta
recanatese e Andrea Lunardi non siano così distanti:
entrambi in lotta contro una natura avversa, entrambi
meravigliosamente capaci di reagire con forza, spinti
da una vitale speranza, anche dopo enormi sofferenze.
E anche nei contenuti i due poeti sono molto vicini. In
"Indispensabile Amore", Andrea si chiede perché
gli sia negato il sapore dell'amore ("Da sempre penso,
penso e ti ripenso/ ma più lo faccio e più
stento a intravedere/ il motivo per cui non ti posso avere")
e quindi perché non riesca a trovare un'anima gemella
("Tutti lusingano perpetui il mio cuore e la mia
persona/ ma allora perché la mia anima è
ancora sola?"). Sono problemi che hanno interessato
profondamente Giacomo Leopardi nel corso della sua vita,
durante gran parte della quale il poeta ha cercato disperatamente
un amore mai trovato. Un altro dei molteplici aspetti
che uniscono il "sentire" di Lunardi a quello
di Leopardi si intravede chiaramente nella poesia "Diverso"
("L'altro sesso/ ti guarda fuori/diverso"):
anche
Leopardi aveva sopportato con dolore e umiliazione quello
che era il suo soprannome durante il soggiorno napoletano,
ovvero "Il Ranavuottolo", in italiano "Il
Rospiciattolo", che sottolineava la sua diversità
fisica. E ve ne sono molti altri di aspetti comuni analizzando
tutte le poesie contenute nella raccolta.
Spiritualmente, Andrea è legato al Buddhismo, grazie
al quale, lui dice, abbia raggiunto la consapevolezza
e la forza necessaria per affrontare la vita nelle sue
difficoltà. E un po' in tutte le sue poesie Andrea
lascia intendere il proprio modo di vedere le cose che
è inevitabilmente legato al proprio credo spirituale.
In "Credici", per esempio, scrive: "Puoi
vincere ogni battaglia, puoi sconfiggere/ ogni avversario,
puoi trionfare ovunque/ basta che tu lo voglia./ Basta
che tu ci creda fino in fondo".
I riferimenti alla sua fede religiosa sono ancor più
espliciti in "Daimoku", recitazione di Nam-Myoho-Renge-Kyo,
ovvero la preghiera che i buddisti di Nichiren Daishonin
recitano ogni giorno, e ne "La Mossa del Buddha",
dove Andrea scrive frasi estremamente profonde che riguardano
il modo di agire nel corso della vita. Anche "Infelicità
Comune" rifiuta una concezione materialista delle
cose a favore di una visione più elevata della
realtà e questo è tipico delle discipline
orientali.
Ma c'è una "perla" in tutta la raccolta.
E' una poesia dedicata a Marco B., uno dei suoi amici
più cari, scomparso l'11 febbraio 2004. Un vero
e proprio concentrato di emozioni, un ricordo amaro, ma
significativo, l'ultimo dialogo con l'amico ("Mi
dicesti/"il tempo vola:"/ e ancora "per
noi sei ancora qua/nei nostri cuori/a ricordarci di sorridere
sempre").
Quanta sincera umanità in queste parole. Il poeta
Andrea Lunardi non nasce al momento della pubblicazione
di un libro, ma nel momento in cui ha, per la prima volta,
assaporato la vita. E queste sono parole di chi Andrea
lo conosce bene e lo ama per quello che è. Grazie
Andrea, per l'ennesimo capolavoro nato dal tuo cuore.