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RUSSIA:
SI CREDE AL PARADISO MENO CHE NEGLI USA
Mosca
- Russia Non sono molti i russi a credere nell´esistenza
del Paradiso (46%), dell´Inferno (44%) e nei miracoli
(44%), appena poco di più negli angeli (53%). In
Dio, rivela un sondaggio pubblicato a Mosca, confida il
73% che può sembrare molto ma appare decisamente
inferiore al 92% registrato negli Stati Uniti dove sono
però in meno a credere nelle streghe. Il sondaggio
compiuto a fine dicembre su un campione di 1.600 persone
dalla indipendente Vtisiom-A mette direttamente a paragone
i risultati con un´indagine effettuata a fine settembre
negli Stati Uniti dalla Dinamic Opinion Poll e diffuso
dalla Fox News. In base a quest´ultima ben l´85%
degli americani crede nel paradiso, l´82% nei miracoli,
il 78% negli angeli e il 74% nell´inferno. L´indagine
russa rivela d´altra parte che sono assai di più
i russi (38%) che credono nelle streghe rispetto agli
americani (24%) e all´astrologia (42% contro 29%).
Sullo stesso livello invece la fiducia nell´esistenza
degli Ufo (34% entrambi) e nella reincarnazione (26% contro
25%). Gli americani battono invece decisamente i russi
quando si parla di miracoli (82% contro 44%) e dell´esistenza
dei fantasmi (34% contro il 25%).
Parabita
(Lecce): il mistero del Moniceddu
Il
nostro amico Antonio di Lecce raccoglie alcune testimonianze
nel paese di Parabita, nel Salento, non lontano da Gallipoli
(Lecce). Almeno dieci testimoni, uomini e donne della
vecchia generazione, tutti oltre i sessantanni,
riferiscono di aver osservato con i loro occhi alcuni
rappresentanti del Piccolo Popolo, conosciuti
nela zona con i nomi di Moniceddu, Scazzamurieddu, Uru
o Tiaulicchiu. Si tratta di una singolare specie di folletti
che frequentrebbero gli edifici in rovina e le stalle.
A loro si attribuiscono diverse malefatte, fra cui quella
di intrecciare e annodare il crine dei cavalli e di tormentare
durante la notte le fanciulle, prendendosela con le loro
chiome o impedendo loro di respirare per brevi periodi,
costringendole a destarsi di soprassalto. Il folclore
italiano è ricchissimo di tradizioni e leggende
come questa, ma è interessante porre in rilievo
come gli abitanti di Parabita riferiscano con estrema
serietà e siano pronti a giurare di averli visti
realmente. R.M./L.L.
Sangue
sgorga dal pavimento di una casa in Georgia
Gli
agenti della squadra omicidi di Atlanta sono abituati
alla vista del
sangue. Il sangue nasce dalla particolare violenza del
luogo, da persone
uccise a colpi di arma da fuoco, a coltellate o per botte.
Ma quei
poliziotti non erano preparati alla vista del sangue in
assenza di un
cadavere, soprattutto di sangue che scaturiva dalle pareti
e creava
pozzanghere sul pavimento della casa di unanziana
coppia di coniugi
georgiani, i signori William e Minnie Winston, rispettivamente
di 79 e 77
anni.
La donna fu la prima a notare il sangue che sprizzava
dal pavimento della
stanza da bagno come se venisse da un annaffiatoio,
quando un giorno del
settemre 1987 entrò per fare il bagno. Il 09 settembre,
poco dopo
mezzanotte, quando i due coniugi trovarono altro sangue
che gocciolava dalle
pareti ed imperlava il pavimento delle stanze, chiamarono
la polizia. Io
non sanguino precisò William Winston, -
e nemmeno mia moglie. E qui
viviamo solo noi due! -. Quella sera, Winston era andato
a letto verso le
21:30, dopo aver chiuso le porte ed aver messo in funzione
il sistema
dallarme. Né lui né la moglie avevano
sentito rumori sospetti, ed il
sistema dallarme era rimasto sempre acceso.
Steve Cartwright, agente della Squadra Omicidi di Atlanta,
ammise che la
polizia aveva trovato una grande quantità
di sangue spruzzato in ogni dove
nella casa, ma non aveva visto nessun cadavere, né
di umani, né di animali
che potesse spiegarne lorigine. Il giorno dopo il
laboratorio della
scientifica dello stato della Gerogia confermò
che di sangue umano si
trattava.
Cal Jackson, portavoce della polizia di Atlanta, dichiarò
che il
dipartimento considerava lepisodio una circostanza
insolita poiché non
disponiamo di un cadavere o di un motivo che spieghi la
presenza di così
tanto sangue!.
(fonte:
Charles Berlitz Il libro dei fatti incredibili ma
veri')
dalla lista ufoitalia_net,
grazie a Sky per la segnalazione.
Autocombustione
umana: un caso nel 1985
Certi dicono che la cucina è il posto più
pericoloso della casa. Ma il 08
gennaio 1985 la 17enne Jacqueline Fitzsimons, studentessa
di alta cucina
presso lIstituto Tecnico Hilton di Widnes, nel Cheshire,
Inghilterra, era
uscita dalla cucina e stava conversando con delle compagne
di classe, quando
improvvisamente si incendiò. Jaqueline accusò
una sensazione di bruciore
alla schiena mentre parlava con unamica, Karen Glenholmes.
Tuttad un
tratto disse che non si sentiva bene. Abbiamo sentito
puzza di bruciato
affermò la Glenholmes ed abbiamo visto che
la sua camicetta si era
incendiata. Si mise a gridare aiuto, perché stava
ardendo. In un attimo
anche i suoi capelli erano in fiamme -.
Le insegnanti e le altre studentesse le strapparono di
dosso gli abiti
infiammati e spensero il fuoco. Poi la ragazza fu portata
di gran carriera
allospedale dove fu rilevato che il fuoco aveva
divorato il 18% della sua
pelle. Dopo 15 giorni, malgrado le cure intensive, la
poveretta morì.
Il funzionario della prevenzione incendi del Cheshire,
Bert Gilles, ammise
di essere perplesso come chiunque altro: - Ho interpellato
7 testimoni
oculari, e finora non esiste una chiara spiegazione del
fuoco, anche se la
combustione spontanea è una possibilità
da prendere in esame -.
Il coroner avviò uninchiesta, ed alla fine
il giurì archiviò il caso
stabilendo che la Fitszimons era morta per disgrazia,
il che era
indubbiamente vero.
(fonte: Charles Berlitz Il libro dei fatti incredibili
ma veri)
dalla
lista ufoitalia_net,
grazie a Sky per la segnalazione.
Nel
1983 piovvero pietre
Un
incubo iniziò per la famiglia Berkbigler ai primi
di settembre del 1983.
Appena traslocato nella nuova casa, delle grosse pietre
avevano preso a
colpire ledificio nottetempo. Parevano provenire
dal nulla, e neppure la
polizia poté mai trovare il responsabile. In breve,
erano stati vittime di
un poltergeist. Ogni volta che uscivano per cercare di
sorprenderlo, non
trovavano nessuno. Gli attacchi cominciavano di solito
tra le 17:30 e le
19:00, quando i Berkbigler tornavano a casa dal lavoro.
I sassi arrivavano a
brevi raffiche e poi smettevano, poi ricominciavano. A
volte si sentivano
anche dei battiti misteriosi alle porte ed alle finestre.
Nelle settimane
seguenti lo sceriffo ispezionò tutta la casa da
cima a fondo e chiese
lintervento e la sorveglianza di un elicottero.
Anche lui ed i suoi
collaboratori furono presi a sassate, e diventarono riluttanti
a tornare sul
posto. Lepisodio più spaventoso avvenne il
04 dicembre, una domenica, il
cui le pietre si erano fatte sentire in modo sporadico
per tutto il dì, e
due giornalisti dello Star visitarono la casa
per intervistare la
famiglia. Alle 18:10, alcune pietre furono lanciate contro
la porta di
servizio della casa con tale accanimento che i giornalisti
non riuscirono ad
uscire. Lassedio durò due ore, fino a quando
i Berkbigler telefonarono alla
polizia, con la cui scorta i giornalisti poterono lasciare
la casa. La cosa
più strana era che per colpire la porta di servizio
i sassi dovevano
attraversare il garage aperto. Considerato che quella
sera vi era
parcheggiato un furgone, le pietre non potevano che essere
scagliate con
incredibile precisione attraverso un angusto spazio di
60 cm compreso tra il
soffitto ed il tetto del furgone! Eppure il fantasma aveva
eseguito con
molta precisione quei precisissimi lanci.
Il fenomeno raggiunse il clue tra il 06 ed il 07 dicembre,
quando molte
persone andarono alla casa per aiutare la famiglia a sorprendere
il
lanciatore. Malgrado il costante pattugliamento, le pietre
volavano sempre,
colpendo le persone con sbalorditiva precisione. I vigilantes
improvvisati
riuscirono a cacciare un intruso dalla proprietà
che era invece uno
dellufficio dello sceriffo! Poi, così comerano
iniziate, le sassate
cessarono di colpo, ed il caso del misterioso lanciatore
di sassi di Tucson
rimase insoluto fino ad oggi.
(fonte:
Charles Berlitz Il libro dei fatti incredibili ma
veri)
dalla
lista ufoitalia_net,
grazie a Sky per la segnalazione.
La
terra fantasma
08
agosto 1956. Richard Winer nel suo libro The Devils
Triangle 2 parla del caso del posacavi della Guardia
Costiera, lo
Yamacraw, che, mentre traversava il sinistro
Mar dei Sargassi, a nord
delle Bahamas, un vero e proprio cimitero di navi, in
mare aperto, il radar
segnalò una massa terrestre a 28 miglia a prua
che proprio non poteva
esserci. Di lì a qualche ora fu avvistata ad occhio
nudo questa massa
apparentemente terrestre, altissima, gigantesca. Questa
sostanza,
impenetrabile dal radar, o ai fasci di luce dei riflettori,
non era
concreta, dato che, a quanto pare, si librava sopra il
mare, salendo verso
il cielo, distendendosi da nord-est verso sud-ovest per
un tratto notevole
ed indeterminato. Lo Yamacraw penetrò
coraggiosamente in quella massa
scura, che pareva tagliare lilluminazione. Le fotocellule
ad arco con
elettrodi di carbone si misero a brillare di una luce
cupa ed
insignificante, visibile solo se la si guardava direttamente.
Poco dopo,
lequipaggio prese a tossire mentre il motore perse
pressione. Il comandante
allora decise di invertire la rotta. Dopo lalba,
questa manifestazione
gigantesca, svanì nel nulla. (fonte: Charles Berlitz
Senza traccia)
dalla
lista ufoitalia_net,
grazie a Sky per la segnalazione.
Un
vascello fantasma
Fu
avvistato da W. H. Prosser nel 1974 nel
Triangolo delle Bermuda, tra Eleuthera e Great Albaco,
Bahamas. Tutte le
navi fantasma si possono definire insolite, ma questa,
in particolare, le
superava tutte per le dimensioni e per lintensità
delle sue luci. Prosser
stesso ne parlò come del Flying Dutch Hilton.
Scrisse la sua avventura sul
National Fischerman vol. 56, n.5. Era al timone
di una 27 metri, la
Undersea Hunter, in rotta tra St. Croix e
la Florida, quando, dopo aver
accertato che sul radar non cera nessuno tranne
lui, rimase accecato
allimprovviso da una luce fortissima proveniente
da tribordo: larghi
pannelli dilluminazione intensa, come riflessi da
grandi lastre di vetro.
Quella vista gli fece ricordare un albergo di soggiorno
turistico di molti
piani
per levitare lo scontro, tenne ben saldo
il timone su una rotta
secondo lui parallela a quella della nave fantasma. Dun
tratto però questa
scomparve nel nulla per riapparire allaltezza del
mascone di dritta,
spostandosi di 45° nel giro di qualche secondo. Poi
lenorme Flying Dutch
Hilton svanì dincanto, lasciando la
notte nera come prima. E il radar non
rilevò niente, nonostante lapparente vicinanza
dellenorme veliero. (fonte:
Charles Berlitz Senza traccia)
dalla
lista ufoitalia_net,
grazie a Sky per la segnalazione.