A metà tra il
mito e la leggenda, creature misteriose
potrebbero nuotare nei nostri meri o nei
nostri laghi. La storia ci insegna che
questo è possibile, che delle creature
che la scienza ritiene estinte o
inesistenti in realtà popolano i nostri
mari, e solo dopo la loro morte si
presentano, sottoforma di carcasse.
Difficilmente si fanno
avvistare, ancora più di rado si fanno
immortalare in delle fotografie che poi
vengono rivendute a peso d' oro ai
giornali di mezzo mondo.
Ma la tradizione delle
leggende marine ci insegna che in fondo
agli abissi sono molte le creature che
vivono indisturbate, ma che noi crediamo
solo frutto della fantasia di qualche
scrittore.
Sono stati così ritrovati
alcuni esseri di cui ignoravamo
l'esistenza: questo è il caso del pesce
fossile risalente a 300 milioni di anni
fa, ma ritrovato ancora vivente vel 1938;
oppure il famoso calamaro gigante,
rimasto impigliato in delle reti di un
peschereccio neozelandese nel 1996; e
cosa dire della creatura misteriosa con
sei arti ritrovata nel 1808 nelle isole
Orcadi; o dell' animale peloso di sette
metri rinvenuto parzialmente congelato
nel 1930 in Alaska. Questi esempi, ma
anche molti altri, ci dovrebbero far
capire quanto il genere umano conosca
pochissimo i propri mari, anche se da
secoli li sfrutta e li attraversa.
Tra tutti mostri marini di
cui più si parla spicca quello che da
secoli abiterebbe il lago di Loch Nees.
Nessie, come viene
simpaticamente chiamato dagli abitanti
della zona, sarebbe stato fotografato
più volte, mentre indisturbato nuotava
nel "suo" lago.
Il Lago di Loch Nees, meta
turistica da molti anni, è il più
importante lago di tutta l' Ighilterra;
lungo 40 chilometri, lago due, ha una
profondità media di circa 150 metri, con
picchi fino ai 300. Questo grande lago
comunica con l' oceano attraverso il
Canale di Caledonia e con il mare del
nord attraverso il fiume Nees.
Nato circa 10000 anni fa
in seguito all' ultima glaciazione, ha
una temperatura bassa, ma costante, al
punto che non è mai ghiacciato.
Le acque scure e le
particelle di torba in sospensione
rendono il lago ancora più misterioso e
sinistro.
E' qui che il mostro di
Loch Nees abiterebbe da centinaia anni
facendosi vedere per pochi minuti a
qualche fortunato turista, giusto il
tempo per una foto.
La descrizione precisa del
mostro non è stata possibile farla, solo
ipotesi: un lungo collo, un corpo tozzo
dotato di pinne, simile a creatura
esistite, ma estinte, come il plesiosauro
o l' elasmosauro.
Informazioni più
dettagliate su Nessie, o sulla presenza
di altri mostri, non è dato saperlo,
visto il mistero che avvolge la creatura.
Il primo avvistamento del
mostro di Loch Nees sarebbe datato
addirittura 565 d.C..
La prima fotografia,
invece risale al 1933, ad opera di un
chirurgo di Londra, che passando in
macchina fotografò Nessie da una
distanza di 200-300 metri, nei pressi di
Invermoriston.
La foto, che mostrava un
collo di un animali rettiliforme che
fuoriusciva dall' acqua, venne pubblicata
dal Daily Mail di Londra, e subito
assalita dagli scettici, secondo i quali
il "mostro" altro non era che
un ammasso di vegetali portati in
superficie da sacche di gas, oppure la
punto di un animale ingrandita dal
fotografo.
In poco tempo il mostro di
Loch Nees, diventa un mito leggendario,
per il quale viene costruita una strada
panoramica sulla riva settentrionale, il
lago si trasforma in una metà d' obbligo
per appassionati e turisti.
L' incrementarsi dei
turisti, e il crearsi della mania-mostro,
non fanno altro che aumentare il numero
degli avvistamenti di Nessie.
Cominciano ad arrivare sul
posto, pure un gran numero di
ricercatori, con il fine di arrivare ad
una scoperta sconvolgente per la scienza:
ritrovare un animale ritenuto estinto
migliaia di anni fa.
La ricerca si fa subito
difficile, tutte le testimonianze devono
essere valutate attentamente, in quanto
il lago potrebbe essere il primo nemico
dei ricercatori. Le sue acque piatte, le
rive scoscese e inquietanti ombre possono
far vedere cose che realmente non
esistano; così un ramo potrebbe
diventare la pinna del mostro, oppure la
scia di una barca sembrare l' immersione
di Nessie.
Nel 1934 una nuova
testimonianza affascinò l' opinione
pubblica. Uno studente universitario
Grant Arthur disse di aver visto, in una
notte di plenilunio, il mostro di Loch
Nees a distanza ravvicina. L' animale
misterioso fu descritto dal ragazzo con
una testa a cono, occhi larghi incassati
nel cranio, mandibole potentissime, un
paio di pinne posteriori membranose, e
una pelle grigio scuro e luccicante come
quella delle balene.
Da allora fotografie e
testimonianze hanno diviso l' opinione
pubblica.
La possibilità di una
manipolazione di una foto è sempre
altissima quando si parla di argomenti
del genere, che possono richiamare
giornalisti e, di conseguenza, molti
soldi.
Ma se per ritoccare una
foto serve solo un poca di esperienza e
tanta sfacciataggine, discorso diverso
per quanto riguarda la manipolazione di
un filmato, ancora più complicato se il
filmato in questione è datato 1960.
Si trovava presso la foce
del fiume Foyers, quando, il 23 aprile
1960, Dinsdale Tim, riuscì a girare il
primo film a Nessie riprendendo una gobba
muoversi in lontana e riattraversare il
campo della cinepresa prima di
reimmergersi definitivamente. Successive
analisi permisero di stabilire che
l oggetto visto era probabilmente
animato, era largo 170 centimetri e
viaggiava ad una velocità di 16
chilometri orari.
Passano gli anni, e salta
fuori un altro film, questa volta di
Raynor Richard, il 13 giugno 1967, al
limite settentrionale del lago viene
ripresa una scia, all estremità
della quale compare un oggetto solido in
movimento.
Ma è dopo la visione del
filmato di Dinsdale che la macchina dei
ricercatori si mette in movimento capendo
che sotto il lago di Loch Nees ci
potrebbe essere qualcosa sulla quale vale
la pena perdere tempo e denaro.
La prima ricerca di Nessie
venne portata avanti dall Ufficio
Investigativo sui Fenomeni di Loch Nees,
aperto dal deputato James david, sulla
spinta di due naturalisti nel 1961.
L ufficio raccolse tutte le
testimonianze visive e filmate del
mostro; furono messe telecamere lungo
tutto il perimetro del lago, tutto questo
portò ad un nulla di fatto.
Da allora fu un
susseguirsi di progetti di ricerca
portati avanti da associazioni o semplici
appassionati; tra i più importanti
ricordiamo quello dell Accademia
delle Scienze di Boston, avvalendosi di
un apparecchio a scatto elettronico con
un flash stroboscopio, è stato possibile
ottenere sette negativi che mostrano una
pinna e qualcosa di diverso dallo scafo
della barca sulla quale era montato
l apparecchio fotografico.
Altri importanti possibili
"contatti" con il mostro di
Loch Nees si hanno con l arrivo di
un sonar, nel 1964, capace di captare
grossi pesci, tronchi galleggianti,
differenze di temperatura o densità, per
questo le interferenze sono numerose. Una
notte un eco particolare, diverso da
quello dei branchi di pesci, risuona
negli strumenti, tre imbarcazioni si
mettono alla ricerca senza, però
individuare la fonte.
Nel 1968 un gruppo di
ricercatori dell università di
Bimingham, il 28 agosto, rileva, con un
sonar digitale automatico una presenza
diversa dal normale branco di peci o dal
grosso pesce, nei due
"contatti" viene individuato
qualcosa che viaggio a 12 chilometri
all ora, prima, e a 25 nel
successivo contatto, poco più tardi.
Qui terminano le certezze,
o perlomeno quelle che sembrano tali, e
si comincia ad entrare nel campo delle
ipotesi, un campo suggestivo ed
affascinante, ma chi sa se e quando le
nostre teorie riusciranno ad avere una
risposta.
Nessie, ammesso che
esista, potrebbe essere rimasta
"intrappolata" 10000 anni fa; i
ghiacciaia ricoprivano la Scozia,il lago
di Loch Nees poteva avere una più grande
comunicazione con il mare, ma quando il
suolo si sollevò costrinse tutti gli
animali che vi vivevano a restare
all interno.
Per quanto riguarda il
resto sono solo semplici supposizioni:
come è fatto realmente il mostro di Loch
Nees, quale è la sua dieta, ma molte
altre domande lasceranno per molti anni
ancora spazio alla fantasia di ognuno di
noi sperando che tra non molto qualcuno
ci dica che Nessie non è solamente una
leggenda, ma la testimonianza vivente, se
mai ce ne fosse il bisogno, che noi
esseri umani sappiamo ben poco rispetto a
quanto cè ancora da scoprire del
nostro pianeta.
Alessio Signorini
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