|
Il
Gran Ballo delle Fate
Cerchi
delle fate. Ci sono quelli composti da alcuni funghi (Marasmius
oreades), che la tradizione vuole che crescano disponendosi
in cerchio per delimitare la zona erbosa in cui si svolgerà
il Gran Ballo delle fate. Ci sono poi quelli successivi alle
danze, sempre secondo il folclore. Dove i
piedini delle fate e degli elfi hanno danzato per una notte
(in cui il tempo ha rallentato fino a durare cent'anni: cent'anni
di festa), lì l'erba si è diradata ed è
apparso un cerchio. Eccone uno, fotografato nella Repubblica
Ceca il 27 maggio 2003 (to': il giorno del mio compleanno!):
http://www.gewo.applet.cz/zablesk/ Roberto Malini
"Il
piccolo popolo"
"Mazzamuriello",
di Rinocerontebianco (dalla mailing list
di ufoitalia: http://it.groups.yahoo.com/group/ufoitalia)
Mia madre originaria di
Eboli provincia di Salerno, mi raccontava
che quando era piccola in una casa dove
aveva abitato, c'era il mazzamauriell'
gnomo burlone che a volte si faceva
vedere dai bimbi. (era legato quindi alla
casa e non alle persone). Era uno gnomo
dispettoso, particolarmente verso mia
madre che era la bimba più grande della
casa (8/10 anni) lei metteva la pentola
sul fuoco e lui gli versava l'acqua per
terra e gli faceva trovare la pentola
vuota sul fuoco (stufa a legna)
costringendo mia madre ad andare sino
alla fontana a prendere altra
acqua. Oppure mia madre
metteva a dormire in culla il fratellino
e poco dopo lo ritrovava a terra con le
coperte e le lenzuola ben stese come se
il letto fosse stato accuratamente
preparato a terra e non nella culla,
oppure mi raccontava di un grilletto
pieno di patate a tocchetti (per fare la
famosa pasta e patate all' ebolitana)
posato sul tavolo, ritrovato
perfettamente diviso in due come tagliato
(quindi non rotto) con le patate poste
nelle due metà, neanche una fuori sul
tavolo. Insomma un fracco di guai dei
quali veniva sempre incolpata e punita
mia madre, i genitori pensavano che lei
desse la colpa allo spiritello per
difendersi. Due particolari
tecnici, la prima e che portava con se
una pipa, che fumava in continuazione, il
secondo e che portava un berretto rosso,
berretto che, se preso, avrebbe reso una
pentola d'oro per la sua
restituzione. E qui il legame
e la somiglianza con il piccolo popolo è
rilevante. Mia madre era nata
nel 1928, da quanto mi raccontava dopo la
seconda guerra mondiale del
mazzamauriell' o altrimenti chiamato
scozzamauriell' non se ne parlò più.
|