DNA e manipolazioni, di Roberto Malini

 

Il DNA, l’acido desossiribonucleico, è la molecola che contiene l’informazione genetica. La manipolazione del DNA è alla base delle nuove biotecnologie, che comportano l’utilizzo di organismi viventi per creare "prodotti" vivi. Dolly, la pecora clonata in Inghilterra e le scimmiette "costruite" nell’Oregon sono i primi risultati di questa scienza. La bioetica è la disciplina che intende stabilire leggi morali e frontiere invalicabili riguardo all’uso delle tecnologie in medicina e biologia. Se questa scienza saprà imporsi con forza, appoggiata dai governi e dagli istituti di ricerca, la clonazione e le altre forme di controllo della materia vivente saranno soggette a precisi limiti. La storia della scienza ci insegna tuttavia che la ricerca è incapace di fermarsi. Di conseguenza, come è avvenuto per l’energia atomica, è probabile che il controllo delle biotecnologie ci sfuggirà di mano, con risultati inimmaginabili. Sul fronte sanitario, il futuro vedrà affermarsi la diagnostica genetica e moltiplicarsi le terapie geniche. Migliorerà la nostra conoscenza del sistema immunitario. Si limiteranno i danni prodotti dall’invecchiamento delle cellule. Le biotecnologie consentiranno inoltre di produrre ortaggi immuni agli agenti patogeni, oltre che animali e vegetali ‘transgenici’. Recita il Codice di Norimberga: "Il grado di rischio da correre non dovrà superare quello determinato dal valore umanitario del problema che l’esperimento dovrebbe risolvere".