1994: Incontro con un "Grigio" nell'isola di Caprera, di Roberto Malini e Loris Liuzzi

Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo: settore affascinante dell’ufologia, la cui casistica comporta, oltre all’analisi degli eventi obiettivi, una particolare attenzione agli aspetti socio-psicologici che connotano sempre le memorie dei testimoni. Figure quasi antropomorfe sono state osservate da decine di testimoni affidabili, di ogni età, sesso e categoria sociale, nel pieno possesso delle loro facoltà mentali durante gli eventi anomali che si sono presentati ai loro occhi. Basti pensare alle numerose segnalazioni raccolte dalle autorità in località Point Pleasant (Virginia, USA) nella seconda metà degli anni Sessanta o alle centinaia di aggressioni verso animali domestici (e in alcuni casi verso esseri umani) attribuite al mitico Chupacabras, nell’isola di Portorico e nel centroamerica. I casi di incontro ravvicinato con gli alieni definiti "grigi" sono ancora più abbondanti e ricchi di particolari inquietanti e misteriosi: quanti avvenimenti, quanti dubbi, che poche risposte! La testimonianza che ci è pervenuta qualche giorno fa da parte di un testimone degno di fede arricchisce la casistica europea relativa a quest’ultima tipologia di contatti, piuttosto rara in Europa e decisamente atipica in Italia.

Ecco la testimonianza (abbiamo omesso quei dati che potrebbero causare una troppo facile identificazione del testimone):

"Mi chiamo F.D., nato a Cagliari il …/…/ 1981,trasferito con la mia famiglia qui a La Maddalena nel 1986 poiché mio padre lavora qui. Andammo ad abitare nella stupenda isola di Caprera nella frazione chiamata Stagnali, ai tempi formata da circa 25 famiglie, l'unica zona abitata di tutta l'isola, collegata a La Maddalena(15.000 abitanti circa)da un ponte. Trascorsi la mia infanzia con diversi coetanei , un'infanzia piuttosto spensierata, all'insegna delle avventure tra i vecchi forti e casermoni militari dove si giocava ,porti dove si pescava, un mare splendido ecc... Adesso ho 21 anni, e non abito piu' a Caprera, ma bensì a La Maddalena in pieno centro e ogni volta che vado anche per una passeggiata da quelle parti, ricordo perfettamente ciò che accadde. Circa 8-9 anni fa, non ricordo bene l'anno, ma ricordo che era primavera, piu' o meno questo periodo o comunque tra marzo e aprile, insieme ad una carissima amica di nome S., due anni più grande di me, ci dirigevamo verso il centro velico di Caprera, una scuola di vela che apre nella stagione estiva e addestra molti giovani alla vela, per andare a vedere che cosa erano riusciti a pescare due nostri amici (F., 5 anni più grande di me, e G., 3 anni più grande di me). La distanza da percorrere dalle nostre abitazioni sino al porto dove si trovavano i nostri amici(uno dei quali ha vissuto anch'esso una strana esperienza in tema, F., anch'esso residente vicino alla mia abitazione e che ancora oggi abita proprio a Caprera), era di circa 1 km, strada sterrata, con fitta macchia mediterranea ai lati, erano le 18:00 circa. Durante il cammino, ci accorgemmo di alcuni rumori sul lato destro della strada, in mezzo alla vegetazione, ma non vedemmo nulla e continuammo il cammino. Questi rumori tra i cespugli, come passi ripetuti e alternati da momenti di silenzio assoluto negli istanti in cui ci soffermavamo per capire di cosa si trattava, davano l'impressione di qualche animale che ci seguiva, ma non potevamo che tralasciare e continuare il nostro cammino dal momento che eravamo in pieno giorno o quasi e dal momento che non notammo niente di anomalo all'apparenza. Ci scherzammo sopra, pensammo si trattasse di qualche coniglio o qualche gatto, un piccolo animale comunque, dato che non riuscimmo a vedere nulla e data la numerosità di specie che vivono in un habitat naturale come quello. Arrivammo sul posto verso le 18:15,non ci trattenemmo, ricordo che non avevano pescato molti pesci, salutammo e ci rimettemmo in cammino per la strada di ritorno, erano circa le 18:20. Durante il ritorno, ci domandammo quale animaletto avesse potuto seguirci per 300 400 metri senza farsi vedere e stando fermo al momento in cui ci fermavamo noi, ma non ne parlammo a lungo, e ci scherzammo su. Arrivammo nei pressi di una curva tra un vivaio ed una pineta, S. decise di fermarsi proprio lì poiché vide un albero non so come si chiami, che produce dei piccoli semi verdi e che ai tempi erano ottime munizioni per giocare a sparare con le cerbottane, uno dei tanti passatempi che praticavamo da piccoli. Sul lato destro della strada, S. mi dava le spalle, io guardavo per caso l'altro lato della strada, fissavo un punto con gli occhi quando mi accorsi che stavo immagazzinando delle strane immagini e così risvegliai tutte le mie attenzioni cercando di capire e di mettere a fuoco. Capivo che ciò che stavo guardando non era una pianta, non era un animale, non era una persona, ma capivo che ci stava osservando attentamente, inchinato aveva un'altezza di circa 70 cm, vedevo 2 occhi profondi grandi e scuri, una testa piuttosto grande rispetto alle dimensioni del corpo, le spalle esili un colore grigio quasi nero, semi nascosto dietro un piccolissimo cespuglio. Lo guardai per 5-10 secondi, allungai la mano destra verso S. e le toccai la spalla, la chiamai in sottovoce, lei si volto' e fece un'espressione di stupore e di paura allo stesso tempo non appena lo vide. Quando entrambi lo guardammo , questo si alzò con un balzo a dir poco velocissimo, compiendo un salto di almeno 3 metri di altezza per 2 di lunghezza, scomparendo dietro un ulivo. A quel punto la paura, il dubbio non c'era più, nessun umano sarebbe stato in grado di compiere un salto del genere, né tantomeno avrebbe potuto avere quell'aspetto; ci tenemmo l'uno con l'altra, facemmo qualche passo in avanti con la speranza di capire che ciò che avevamo visto era un qualcosa di normale, la curiosità ci spinse ancora più vicino, a quel punto S. tirò dei sassi presi per terra, io seguii il suo esempio, ogni sasso lanciato corrispondeva a due tre passi di quell'essere. Non vedemmo nient'altro e poi scappammo di corsa con una paura tremenda. Rimango stupito e perplesso, mi chiedo cosa poteva essere, cosa stava facendo e che intenzioni aveva. A distanza di anni quando incontro S. ci parlo sempre di questo fatto e dopo quasi 10 anni, non riesco a trovare una risposta. Guardammo i libri di animali per vedere tutte le specie terrestri, ci informammo sulle malformazioni degli umani, ma nulla poteva assomigliare a quell'essere che sono certo ci stava come dire ‘studiando’."

Rimaniamo in contatto con il testimone, cui porremo nel tempo altre domande relative alla sua esperienza. Pubblichiamo qui di seguito alcune foto del luogo in cui è avvenuto l’incontro, scattate dallo stesso F.D. e una sua ricostruzione –basata sul suo ricordo ancora vivo- della creatura osservata.

Ricostruzione della creatura a cura del testimone

Il luogo da cui l'essere osservava F.G.

Il balzo compiuto dall'essere in una frazione di secondo

Il punto preciso in cui la creatura, secondo il testimone, si nascondeva

L'arbusto in cui si trovava S., amica del testimone, durante l'avvistamento