1986: E' MISTERO SUI BOSCHI DEL TRENTINO

Capita, a volte, di avvertire sensazioni strane e inquietanti proprio nei momenti più rilassanti e tranquilli, di quelli che servono per scaricare le tensioni di un anno di lavoro. E' il caso di P.T., gentilissimo utente, che ci descrive, in modo molto dettagliato, la sua esperienza mistica vissuta ai cento all'ora, quasi in stato febbrile:

Mi chiamo P., ho 41 anni, vivo nella provincia di Padova, e non ho mai raccontato a nessuno quello che mi è successo in un pomeriggio d'estate del 1986, all'età di 24 anni, in una località del Trentino. La data non me la ricordo più, ma era un giorno di luglio, senza alcun dubbio.
Non mi aspetto di essere creduto e forse non lo pretendo neanche, l'unica cosa che desidero è raccontare per una volta quello che mi è successo e che per me non trova una spiegazione razionale. A volte io stesso mi domando se sia stata in realtà una spaventosa allucinazione, un sogno che poi ho scambiato per realtà, perché non so neanche come classificare quello che mi è successo. Non penso possa interessare l'ufologia, casomai il paranormale... sinceramente non saprei. Chissà, forse nell'aria c'era qualcosa che mi ha temporaneamente avvelenato il cervello e fatto vedere cose che non esistevano.
Fatto sta che quel giorno, come mi capitava spesso ogni anno quando andavo in montagna con la mia famiglia in località Ronzone, nella Val di Non, in provincia di Trento, mi sono trovato a fare una passeggiata solitaria nei boschi. Essendo un innamorato della natura e dei bei posti fin da ragazzo, mi piaceva farmi un giro nei boschi lì attorno anche per 3-4 ore.
C'erano certi punti del bosco, però, per i quali non ero molto contento di passare. Uno in particolare, presso il quale era stato ritrovato il corpo di un suicida impiccato, tra l'altro proprio il giorno seguente al quale io e mia madre, cercando funghi, ci eravamo persi, alcuni anni prima.
Non so dire perché, ma ogni volta che ci passavo sentivo "qualcosa" di strano in quel posto. Non avrei saputo descrivere bene cosa, forse avrei detto una "presenza", fatto sta che in quel luogo avevo incontrato persone dall'aspetto assai strano (per esempio, trovo perlomeno singolare che una persona si rechi nel profondo del bosco in giacca e cravatta con una scure in spalla!) e avevo notato un comportamento strano anche da parte di alcuni animali: una volta ho avuto un incontro con un cervo che, anziché scappare come fanno tutti gli altri, mi ha seguito fino quasi a casa mia come se volesse stare con me e un'altra volta gli uccelli si sono messi a gridare tutti quanti assieme e ho visto altri animali scappare nell'erba, troppo veloci perché capissi di che animali si trattasse, come se "qualcosa" li avesse spaventati tutti insieme.
Quel pomeriggio, comunque, sono passato proprio da quella strana zona del bosco e improvvisamente ho notato qualcosa di molto strano: la luce nel bosco cambiava colore, sembrava diventare sempre più rossa, come se fosse il tramonto (la tonalità ricordava lo scarlatto).
Mi sono spaventato subito e ho cercato di raggiungere il limitare di un campo per capire dove fosse la fonte di quella luce rossa, ma improvvisamente mi resi conto che anche nel bosco c'era qualcosa che non andava. Non riconoscevo più i sentieri che prima mi erano familiari. Ne seguii uno cercando di orientarmi nuovamente, ma mi accorsi che tutto appariva cambiato attorno e vidi che la luce rossa sembrava essere scomparsa improvvisamente.
Ma il bosco attorno era cambiato: non mi trovavo più su una discesa dolce, come prima, ma sembravo essere al limitare del fondo valle, ai piedi di un monte. Anche le piante erano cambiate e direi che sembravano molto più alte. Sembravano betulle altissime e, attorno, il bosco era particolarmente luminoso e verde. Ricordo che sul sentiero avevo visto una sorta di pietra miliare a piramide tronca, su cui avevo notato delle iscrizioni illeggibili e sconosciute. Ricordo, però, che avevo notato un segno a me noto: una croce inscritta in un cerchio che credo sia un simbolo ideografico molto antico.
Proseguendo per il sentiero, mi sono trovato finalmente al limitare del bosco, presso un campo di grano molto vasto, ma a quel punto è cominciato l'incubo vero e proprio: non riconoscevo in alcun modo il posto in cui mi trovavo.
Non so cosa ho provato in quei momenti. Non riesco a ricordarmelo. Paura, smarrimento, confusione, uno stato di shock... non lo so.
Fatto sta che vedevo di fronte a me una valle molto più grande e piana di quella che conoscevo, con montagne alte come quelle del Trentino, ma sconosciute. E, in più, intravedevo qualcosa che sembrava un vulcano fumante oltre le cime più lontane!
Di fronte a me, invece, vedevo campi sterminati di grano e le case di un villaggio molto strano, con quella che poteva essere una chiesa con un campanile dal tetto turchese, forse in rame. Ma la forma era stranissima come il suo stile. In lontananza, ho visto anche alcune persone che lavoravano nei campi e mi è parso che avessero tutti i capelli scuri, neri, e anche la pelle fosse di un colore scuro. Inoltre erano tutti vestiti di bianco.
Credo che in quel momento quelle persone mi abbiano visto e mi pare che uno di loro abbia agitato il braccio verso di me. A quel punto, il terrore ha avuto la meglio e sono tornato di corsa sui miei passi.
E' stato a quel punto che ho notato qualcos'altro di strano nel bosco: alla mia destra, dove si trovava il fianco del monte coperto di boschi, ho notato l'entrata di una galleria o di una grotta scavata nel fianco della montagna. L'entrata aveva un arco scolpito, con due colonne quadrate ai fianchi che sostenevano una specie di mezzaluna. C'erano delle iscrizioni, dei bassorilievi sull'entrata, ma non mi sono di certo fermato a guardarli.
Infatti, quella porta mi ha dato subito un senso di terrore. Credo che fosse l'entrata a un tempio sotterraneo o qualcosa del genere. Ho guardato per un attimo l'entrata buia, come se dall'oscurità delle galleria dovesse sbucare qualcosa di terrificante, poi ho continuato a correre a perdifiato, fino a ritrovare la pietra miliare sul sentiero... a quel punto è tornata la luce rossa!
Non so come ho fatto a non svenire dal terrore, credo di aver urlato di paura e disperazione, fino a quando, non so come, mi sono ritrovato su di un sentiero che riconoscevo, non lontano dai campi di Cavareno, il paese vicino a Ronzone.
La luce è scomparsa poco dopo e tutto è tornato normale, ma io non ho smesso di correre fino a quando mi sono trovato in mezzo ai campi: solo allora ho ripreso a camminare, ma continuando a guardarmi attorno per controllare che tutto fosse normale. Solo allora, cercando di riprendermi, mi sono reso conto che per tutto il tempo delle mia assurda esperienza, avevo avuto la brutta sensazione di essere osservato da "qualcosa" o "qualcuno". Ero sotto il sole d'estate, ma ero scosso da brividi di un gelo terrificante.
A casa non ho raccontato la mia esperienza convinto che sarei stato preso per matto e pensando io stesso di essere divenuto matto. Il giorno dopo sono rimasto a letto tutto il tempo, terrorizzato all'idea di mettere il naso fuori di casa. Ai miei ho raccontato che forse avevo preso freddo nel bosco e mi ero sentito male. Siccome non era la prima volta che mi capitava (a quel tempo ero un po' cagionevole di salute) non hanno sospettato niente... o almeno credo.
Per diversi anni non ho più avuto il coraggio di avventurarmi in quella zona del bosco. Negli altri boschi sì e non sentivo nessuna paura, ma quel luogo invece mi incuteva sempre timore.
Da allora non ho mai visto niente di strano, da nessun'altra parte. Anche se, a dire il vero, parenti e amici che mi stavano accanto mi hanno raccontato di avere percepito una sorta di "presenza" malefica che li osservava e una volta mia madre mi disse di avere visto un uomo passare una sera in corridoio mentre era sola in casa, mentre lei guardava la tivù in salotto. Ne rimase così spaventata che mi telefonò a Merano, mentre ero dai miei nonni, credendo che quell'uomo potessi essere io...
Non posso descrivere tutti gli episodi strani durante i quali questa "presenza" si sarebbe fatta sentire, però ricordo che una volta sognai la porta misteriosa che avevo visto nel bosco e dall'oscurità ho visto emergere nel mio sogno (di questo sono sicuro che era solo un sogno, perché mi sono risvegliato nel mio letto) una folla di persone molto strane, come una processione di uomini e donne il cui aspetto era decisamente molto strano. Era un sogno chiaro, molto nitido e ne ricordo persino i colori.
Ricordo infatti che erano pallidissimi, tutti con i capelli bianchi e vestiti di verde. Reggevano lampade perché era sera e indossavano dei vestiti anch'essi bianchi. Notai anche che erano piccolissimi e avevano degli stranissimi occhi gialli come quelli dei gatti. Procedevano nel bosco, uscendo dalla galleria e sembravano andare in processione cantando.
Risvegliandomi, e analizzando il sogno, ho pensato che si trattasse di esseri adattatisi a vivere nel sottosuolo, senza pigmentazione e con occhi adatti all'oscurità. Pensai anche che avessi immaginato una sorta di rappresentazione del Piccolo Popolo, di cui esistono molte leggende nell'area dolomitica e trentina in genere.
Solo di recente ho voluto provare a visitare di nuovo quel punto del bosco anche perché in casa sono successi alcuni curiosi fenomeni: sparizioni improvvise di oggetti che tutti negano di aver visto o spostato in qualche modo (per esempio, un sacco di pomodori lasciato sul tavolo appena rientrati dalla spesa e poi sparito di lì a pochi minuti e mai più ritrovato in nessuna parte della casa. Chi può salire al 4° piano e rubare un sacchetto di pomodori? E perché?).
Comunque, ho passeggiato di nuovo in quel luogo e non ho notato nulla di strano. Anzi, non ho notato neanche la "presenza" che prima mi sembrava di avvertire in continuazione.
So che quello che ho raccontato può apparire solo come una pazzesca allucinazione e forse lo è. Però io non ho mai visto niente, né prima né dopo nella mia vita, che potesse essere simile a questo. Non ho avuto altre visioni, né ho visto di nuovo quello strano luogo sconosciuto. Ho cercato di capire che posto potesse essere, ma non sono venuto a capo di niente.
Grazie di avermi dato la possibilità di raccontare questa storia: mi ha aiutato molto.
Se intenderete pubblicarla nel sito, vi prego di omettere però nome e cognome. Non ci tengo alla pubblicità di questa storia, anche se, spero, la possiate giudicare interessante.
Distinti saluti, P.T.